Casi studio

Welfare Tundr e approccio total reward: il caso Favini

a man wearing glasses and a black shirt

Autore

Marco Valsecchi

Retribuzione, welfare, sviluppo professionale e clima organizzativo. Sono i quattro pilastri dell’approccio “total reward” attraverso cui Favini, storico gruppo cartario con sede principale in Veneto, specializzato nella produzione di specialità grafiche innovative a base di materie prime naturali per il packaging di lusso e la stampa di pregio, in carte industriali per la produzione dell’ecopelle e in prodotti per scuola ed ufficio, ha costruito la propria offerta di valore per gli oltre 600 dipendenti che lavorano nei suoi siti produttivi. Un’offerta che nelle sedi italiane, dove opera il 98% della forza lavoro, passa anche dai fringe benefit erogati su base annuale attraverso la Tundr Card.


Come funziona il sistema total reward e quali vantaggi offre all’azienda


Traducibile con l’espressione “sistema globale di ricompensa”, questo approccio alla gestione delle risorse umane si pone come obiettivo principale quello di attrarre, trattenere e motivare le persone, migliorando così le loro performance e i risultati aziendali. Per farlo, combina tra loro una molteplicità di processi e strumenti - monetari, ma non solo - che devono essere percepiti come “di valore” dalle lavoratrici e dai lavoratori.


  • Retribuzione (fissa e variabile)

  • Benefit, piani di welfare e servizi orientati al benessere

  • Sviluppo professionale, formazione e carriera

  • Ambiente di lavoro


“Per essere percepiti come di valore da parte dei dipendenti, e quindi contribuire positivamente alla Employee Value Proposition, gli strumenti di welfare devono rispondere in modo efficace ai loro bisogni reali”, precisa il direttore delle risorse umane, Jurij Valvassori, sottolineando come il discorso valga sia a livello organizzativo, sia a livello retributivo.


“Ad esempio, flessibilità oraria e smart working devono avere un reale impatto positivo sul work-life balance, altrimenti risultano essere solo misure formali, quindi inutili o, addirittura, controproducenti”, osserva Valvassori, “mentre nel caso dei fringe benefit gli strumenti adottati devono garantire una reale e facile spendibilità”.


Approccio total reward e benefit Tundr: i risultati di Favini


In anni caratterizzati da elevata volatilità del mercato del lavoro e scarsità di talenti, la sfida per la funzione HR è quella di assicurare all’azienda la disponibilità delle risorse umane necessarie a sostenere i propri obiettivi di business, in termini numerici e in termini di competenze. Missione compiuta, grazie anche alla spendibilità del welfare erogato attraverso le soluzioni di Tundr:


  • A meno di tre mesi dall’adozione della Tundr Card, il 74% del credito erogato era già stato speso.

  • Il 45% dei dipendenti ha effettuato la prima spesa con credito welfare entro 10 giorni dalla ricezione della Tundr Card.


“Nella media, riusciamo a coprire efficacemente una posizione vacante in 60 giorni e non abbiamo posizioni che non riusciamo a ricoprire”, tira le somme Jurij Valvassori. Inoltre, Favini presenta un tasso di turnover in uscita per dimissioni volontarie stabilmente inferiore al 2%, escludendo dalla statistica le uscite per motivi che non dipendono da una insufficiente soddisfazione sul lavoro, come per esempio i pensionamenti. “Dal nostro punto di vista - conclude il dirigente - questa è la misura più vera e rappresentativa del grado di soddisfazione del personale”.


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