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Piemonte: bando welfare in arrivo per le Pmi

12 gennaio 2026

a man wearing glasses and a black shirt

Autore

Marco Valsecchi

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Torino, Piemonte
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Finanziamenti in arrivo per le piccole e medie imprese piemontesi che vogliono investire in piani integrati di welfare aziendale a supporto dell'equilibrio vita-lavoro delle dipendenti. Entro febbraio sarà emanato il primo bando del Piano A.L.Fa (Accordo Lavoro Famiglia), che metterà sul piatto 8 milioni di euro provenienti dal programma nazionale Giovani Donne e Lavoro e dal Fondo Sociale Europeo Plus.

Due o più aziende, in associazione temporanea di impresa o di scopo e in partenariato con associazioni di categoria, enti bilaterali, società di mutuo soccorso e grandi imprese, potranno presentare domanda di contributo alla Regione scegliendo a partire dall'analisi dei propri fabbisogni quali servizi attivare.


Queste le opzioni:


  • Lavoro agile

  • Servizi per minori (rette scolastiche, pre e post scuola, attivazione di nidi aziendali, baby parking, baby-sitting)

  • Supporto a familiari fragili (assistenza domiciliare diurna o residenziale per anziani o persone non autosufficienti)

  • Mobilità sostenibile (convenzioni su car pooling, bike sharing, navette aziendali e scuolabus a prezzi agevolati)

  • Salute (polizze assicurative sanitarie integrative).


Le proposte progettuali dovranno avere un valore minimo di 80mila euro e una durata di 24 mesi. A fronte di un cofinanziamento del 25%, le imprese potranno richiedere un contributo fino a 200mila euro.

Che cosa serve sapere sul Piano A.L.Fa della Regione Piemonte

Il Piano A.L.Fa è stato lanciato dalla Regione Piemonte a inizio 2026 con l'obiettivo dichiarato di finanziare programmi di welfare aziendale delle imprese e voucher di conciliazione per rendere compatibili lavoro, maternità, cura e crescita professionale.


"Alle donne non offriamo scorciatoie, ma condizioni reali per restare o rientrare nel mercato del lavoro senza rinunciare alla famiglia", ha dichiarato in conferenza stampa Elena Chiorino, assessora regionale al Lavoro e Welfare aziendale, definendo il welfare stesso "una leva strategica irrinunciabile non solo per le istituzioni e le imprese, ma per i lavoratori stessi, sempre più attenti alla qualità del tempo, ai servizi di conciliazione, al benessere complessivo della propria vita".


Dopo il bando per le piccole e medie imprese, è prevista una seconda fase del piano che vedrà l'attivazione di voucher di conciliazione, finanziati con 8,5 milioni di euro. I buoni saranno rivolti alle donne con un reddito Isee fino a 40mila euro, sia occupate che disoccupate, e avranno un valore fino a 6mila euro complessivi per una durata di 12 mesi anche non consecutivi. Per favorirne il reinserimento nel mercato del lavoro, le donne disoccupate potranno richiedere il voucher garantendo la partecipazione a percorsi di politica attiva.

Anche in questo caso, la Regione ha anticipato una gamma piuttosto ampia di servizi finanziabili:


  • Rette di scuole, asili, nidi e micronidi

  • Pre e post scuola

  • Baby sitting

  • Tasporto scolastico

  • Mensa

  • Attività socio-culturali e ricreative per i minori

  • Centri estivi e invernali,

  • Assistenza individuale e servizi di cura, accompagnamento e supporto dedicati per persone con disabilità o non autosufficienti. 


Per semplificare la fruizione dei vari servizi, la gestione dei voucher sarà affidata a un fornitore esterno, senza richieste di anticipo o obbligo di rendicontazione.


Per approfondire come le amministrazioni regionali stanno finanziando il welfare aziendale, ti consigliamo questi due articoli:

Più welfare per il Friuli Venezia-Giulia

Puglia a tutto welfare

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