Scrivere offerte di lavoro per la Gen Z
29 gennaio 2026
Quali saranno gli effetti reali della direttiva Ue 2023/970 sulla trasparenza retributiva, lo vedremo nel a partire dal prossimo 7 giugno. Alla nuova legge, però, possiamo già attribuire un merito: l’aver acceso i riflettori sull’esigenza per chi è in cerca di una occupazione di ricevere informazioni chiare per quanto riguarda tutte le componenti della retribuzione. Un tema particolarmente rilevante per la Gen Z, che fin dal suo ingresso sul mercato del lavoro si è contraddistinta per un approccio concreto e pragmatico.
“Le aziende che sapranno comunicare in modo semplice e onesto il valore complessivo della propria offerta, quindi non solo la RAL, avranno un vantaggio competitivo enorme nell’attrarre e fidelizzare i giovani talenti”, anticipa Nicolò Bardi, CMO & co-founder di Joinrs, la startup nata per semplificare la ricerca del lavoro per studenti universitari, neolaureati e profili junior. ”Con l’entrata in vigore della normativa sulla trasparenza retributiva ci aspettiamo un cambio culturale forte: stipendio e benefit saranno sempre più valutati insieme, in modo comparabile e trasparente”
Proprio a partire dal Joinrs Data Loop, l’analisi condotta su un campione di 1200 persone con tre anni o meno di esperienza professionale selezionate all’interno della community di Joinrs, possiamo ricavare indicazioni importanti sulle aspettative dei Gen Z in tema di welfare.
Cosa cerca la Genz Z in azienda
Dai dati emerge prima di tutto un’attenzione particolare della nuova generazione di professionisti per tutti gli aspetti che ricandono sotto il termine-ombrello di “benessere organizzativo”. Questi sono gli aspetti principali sui quali la Gen Z setta le proprie aspettative già prima della candidatura:
Equilibrio vita-lavoro 73% (dato in crescita nell’ultimo anno)
Opportunità di crescita e formazione 59%
Ambiente di lavoro positivo e collaborativo 43%
Welfare e benefit aziendali 41%
Il work-life balance - che comprende flessibilità operativa, gestione del tempo e congedi - si posiziona nettamente al primo posto, ma è anche interessante notare come per questa generazione il welfare aziendale e i benefit si posizionino davanti alla mobilità interna, all’internazionalizzazione, ai valori e alla responsabilità sociale. “I giovani valutano prima gli aspetti concreti e tangibili”, conferma da questo punto di vista il Joinrs Data Loop.
Cosa non deve mancare in un annuncio di lavoro per la Gen Z
Partiamo da un dato inequivocabile: esplicitare la retribuzione rende immediatamente un’offerta di lavoro molto più appetibile. Su un campione di 33.768 offerte analizzate da Joinrs, solo il 17% presentava in modo chiaro la RAL. Ebbene, queste hanno ottenuto un +675% di candidature rispetto alle offerte dove la retribuzione non era specificata.
D’altra parte, ben il 71% degli intervistati indica la “mancanza di informazioni su contratto e benefit” come il principale motivo di insoddisfazione durante la propria ricerca del lavoro. E, per converso, la presenza di informazioni è in cima alla classifica di quello che i Gen Z vogliono trovare nell’annuncio, addirittura davanti al work-life balance che pure è in cima ai loro pensieri:
Trasparenza su retribuzione e benefit 70%
Sede e modalità di lavoro 53%
Percorsi di crescita 40%
Work-life balance 40%
Welfare aziendale: i benefit più apprezzati dalla Gen Z
“Per le nuove generazioni il welfare aziendale non è più un ‘extra’, ma una leva centrale nella scelta di un’azienda”, mette in chiaro Nicolò Bardi, scorrendo il ranking dei benefit che la community di Joinrs ha indicato come i più ambiti:
Flessibilità lavorativa 84%
Formazione professionale 55%
Piani di welfare strutturati 38%
Buoni pasto 28%
Rimborsi per il trasporto aziendale 21%
“Dai dati del Data Loop 2025 emerge chiaramente che i benefit più apprezzati sono quelli che incidono sulla qualità della vita quotidiana”, spiega ancora il co-founder, che cita “flessibilità a livello di orari e lavoro ibrido, supporto al benessere mentale, opportunità di formazione continua e benefit economici chiari e personalizzabili”.
In questo senso, è interessante osservare come la possibilità di scegliere e di modellare i benefit sui propri bisogni specifici sia una costante nei desideri dei Gen Z. dal punto di vista del benessere organizzativo lo indica il primo posto della flessibilità lavorativa, mentre dal punto di vista del welfare aziendale lo capiamo da come i piani di welfare strutturati, che mettono sul piatto più opzioni, siano preferiti a misure “puntuali” come il buono pasto o il rimborso del trasporto casa-ufficio.
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