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AIWA chiede un aggiornamento del TUIR

Autore
Marco Valsecchi

Oltre quattro milioni di dipendenti coinvolti in iniziative di welfare aziendale in tutta Italia, per un incremento complessivo del numero di beneficiari pari al +699% in dieci anni, con un credito medio che è arrivato a toccare i 688 euro annui per ogni dipendente e un incremento nel numero dei piani di welfare introdotti dalle aziende nell'ordine del +839%.
Che cosa è successo al 1° Forum Nazionale del Welfare Aziendale
I dati al centro delle relazioni che sono state presentate al CNEL in occasione del 1° Forum Nazionale del Welfare Aziendale di AIWA, l'Associazione Italiana Welfare Aziendale che a sua volta festeggia i dieci anni dalla propria nascita, testimoniano l'evoluzione del settore dalla riforma del 2016. Un passaggio cruciale, che ha portato il welfare aziendale dalla dimensione del "paternalismo di fabbrica" a quello della contrattualizzazione.
"Ma questi risultati non sono merito di AIWA e neanche della riforma", ha sottolineato nel suo intervento al Forum il presidente Emmanuele Massagli. "La modifica del welfare aziendale ha intercettato un cambiamento in atto in tutto il mercato del lavoro, in tutto il mondo occidentale, e ha avuto il merito di assecondarlo, di non frenarlo".
Quali sono le richieste di AIWA alle istituzioni in tema di welfare
Non è comunque solo per ripercorrere il percorso compiuto fino a qui che oltre 150 partecipanti, in larga prevalenza responsabili delle società che gestiscono i piani di welfare nelle aziende italiane, si sono riuniti giovedì 2 luglio nella sala Marco Biagi del Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro. Ma anche per tracciare la rotta degli anni a venire.
Nell'occasione, AIWA ha infatti avanzato la richiesta ufficiale di aggiornare l’articolo 51 comma 2 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi, estendendo le tutele proprie del welfare a nuove necessità: cura degli animali domestici, mobilità sostenibile, rimborso affitti degli studenti fuori sede, cessione del credito a colleghi caregiver e polizze vita caso-morte per le necessità quotidiane. Al Ministero dell'Economia e delle Finanze è stato inoltre richiesto di correggere il recente orientamento dell’Agenzia delle Entrate in materia di ricomprensione delle spese per baby-sitting nell’ambito del welfare aziendale.
“La sfida del welfare aziendale oggi è quella di non temere, anzi riscoprire, il proprio valore sociale", ha dichiarato ancora Massagli. "È bene che la soglia dei fringe benefit sia stabilizzata per sempre sul valore di 1.000 euro, già oggi riconosciuto a tutti i lavoratori fino a tutto il 2027".
Per approfondire:
Come costruire un piano di welfare efficace