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Pagare la RSA col welfare aziendale

Autore
Marco Valsecchi

Una preoccupazione in meno per chi ha un familiare ospitato in una residenza sanitaria assistenziale: le spese sostenute per l’assistenza e la cura di genitori, suoceri e fratelli anziani o non autosufficienti possono essere coperte col welfare anche quando questi non vivono con noi. La situazione che, appunto, si presenta quando questi si trovano in una struttura sanitaria o in una casa di riposo. A sciogliere questo nodo è stato in agosto il decreto legislativo 148, noto anche come Decreto Omnibus.
Altri familiari: che cosa è cambiato con il Decreto Omnibus
L'intervento del Decreto Omnibus su questo tema si è reso necessario per correggere un irrigidimento della legislazione che si era venuto a creare in seguito alle modifiche introdotte dal Decreto Legislativo 18 dicembre 2025, n. 192, al Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR), in vigore dal 20 dicembre 2025. Con queste modifiche, perché le somme rimborsate tramite welfare per l'assistenza degli "altri familiari" (quelli cioè che non sono il coniuge o i figli) non concorressero a formare reddito - e fossero quindi detassate - occorreva che questi fossero conviventi con il beneficiario del welfare.
La situazione, per quanto riguarda il rimborso welfare della RSA, è ora tornata a prima del decreto legislativo 192, come mostra questo riepilogo:

E c'è pure la retroattività
La modifica si applica già a partire dall'anno 2025. Questo vuol dire che se nel corso del 2025 avete sostenuto spese o utilizzato benefit welfare per un familiare non convivente, e tali importi fossero stati eventualmente trattati come reddito imponibile, potrebbe spettarvi un conguaglio a vostro favore.
Per approfondire:
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