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Welfare per la logistica: tocca all'industria

a man wearing glasses and a black shirt

Autore

Marco Valsecchi

In Europa mancano 444 mila autisti. In Italia la carenza di personale qualificato nell'autotrasporto supera già i 25 mila unità e, senza interventi mirati, il numero è destinato a salire nei prossimi anni. Anche perché una quota significativa di conducenti attivi raggiungerà presto l'età pensionabile. Non si tratta di una criticità limitata al settore trasporti: si tratta una potenziale crisi dell'intera industria manifatturiera italiana, che dipende dalla logistica per esportare, approvvigionarsi e produrre.


La risposta di Confindustria è arrivata con il Manifesto 'Welfare on the Road - Per una nuova mobilità della merce'. Una roadmap concreta che mette fa della cura per chi lavora la bussola da seguire. Nelle intenzioni degli industriali, migliorare le condizioni di chi guida significa infatti rendere la professione più attrattiva, ridurre il turnover e costruire una filiera logistica più solida per tutti.


Cos'è il manifesto Welfare on the Road di Confindustria e perché nasce


Il manifesto 'Welfare on the Road' è un'iniziativa promossa da Confindustria attraverso il suo Gruppo Tecnico Trasporti e Logistica, in risposta alla crisi strutturale dell'autotrasporto che dura ormai da cinque anni. Si rivolge alle aziende del settore manifatturiero - non ai vettori o alle società di trasporto - chiedendo loro di fare un passo concreto verso chi ogni giorno porta le merci nei loro stabilimenti.


Gli obiettivi dichiarati sono due:


  • Promuovere una maggiore consapevolezza sull'importanza strategica del legame tra manifattura, logistica e trasporti.


  • Costruire una filiera trasportistica più equa, responsabile e performante, a beneficio di tutti gli attori coinvolti.


Il welfare per la logistica, in questo contesto, non è inteso come un pacchetto di benefit aziendali in senso tradizionale. È qualcosa di più immediato e concreto: la possibilità di usare un bagno, di sedersi a un tavolo per mangiare, di non aspettare ore per un carico. Condizioni che chi lavora in ufficio dà per scontate, ma che per molti autisti di camion sono ancora un'eccezione.


Le 10 misure di welfare per l'autotrasporto promosse dal manifesto


Le aziende manifatturiere possono aderire al Manifesto su base volontaria, tramite le Associazioni confindustriali di riferimento. Non esiste un modello unico di implementazione: ogni azienda ha piena libertà di declinare e monitorare le misure in funzione della propria struttura e organizzazione, senza obblighi di conformità né verifiche esterne. È un impegno di responsabilità condivisa, non una certificazione.


Le misure di welfare per autisti previste dal manifesto sono dieci.


1. Servizi igienici. Consentire agli autisti esterni l'accesso ai bagni aziendali e, dove disponibili, alle docce. Una misura di base, ma tutt'altro che scontata negli stabilimenti produttivi italiani.


2. Servizio mensa. Aprire le mense aziendali agli autisti in transito - con il costo del ticket a carico del vettore - oppure garantire l'accesso ad aree ristoro con distributori automatici. Pause dignitose per chi trascorre la giornata alla guida.


3. Gestione tempi e flussi. Adottare soluzioni organizzative che riducano i tempi di attesa all'ingresso e durante le operazioni di carico e scarico. Perché tempo perso in banchina è un costo per tutti: per l'autista, per il vettore, per l'azienda committente.


4. Sicurezza. Garantire le condizioni di massima sicurezza durante le operazioni di carico/scarico e per tutta la permanenza del vettore nello stabilimento. Una responsabilità che ricade direttamente sull'azienda ospitante.


5. Flessibilità operativa. Valutare l'estensione delle fasce orarie di apertura dei punti di carico e scarico, per ridurre i picchi di attesa e consentire agli autisti una gestione più efficiente dei tempi di guida e riposo previsti dalla normativa europea.


6. Supporto tecnologico e digitalizzazione. Mettere a disposizione app dedicate per la gestione delle prenotazioni degli slot di carico/scarico, lo scambio di informazioni e la risoluzione rapida di problemi operativi. La digitalizzazione della logistica passa anche da qui.


7. Formazione Attivare programmi di formazione per il personale aziendale sulla corretta gestione delle interazioni con gli autisti, per costruire relazioni più positive e collaborative lungo tutta la filiera.


8. Valorizzazione del ruolo degli autisti Organizzare eventi o incontri periodici per riconoscere il contributo degli autisti all'interno dell'azienda. Un gesto con un impatto concreto sulla percezione della professione di autista e sulla sua attrattività.


9. Attività di sensibilizzazione Promuovere un atteggiamento inclusivo e collaborativo, sensibilizzando il personale aziendale sull'importanza del lavoro degli autisti e sul rispetto che merita chi garantisce la mobilità delle merci.


10. Governance e monitoraggio Nominare un referente interno dedicato alla verifica dell'attuazione del progetto, alla gestione delle comunicazioni con i vettori e alla produzione di report periodici. Perché senza misurazione, anche le migliori intenzioni restano lettera morta.


Il Manifesto Welfare on the Road non risolve da solo la carenza strutturale di autisti in Italia. Ma pone una domanda importante alle aziende manifatturiere: se la logistica è una leva competitiva strategica, quanto siamo disposti a investire nel benessere di chi la rende possibile? Per Confindustria la risposta comincia da dieci misure concrete e da un cambio di prospettiva sul valore del lavoro in filiera.


Per approfondire:

Cos'è il welfare aziendale e come funziona

Come costruire un piano di welfare efficace

Welfare per il rientro dei cervelli

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